Capsaicina, come e perché

La capsaicina è un alcaloide contenuto nel peperoncino e nelle piante del genere Capsicum di cui si segnala in particolare l’azione analgesica e lenitiva. Viene, infatti, utilizzata soprattutto a livello topico come antidolorifico per alleviare alcune tipologie di dolore articolare.

L’azione analgesica e lenitiva indotta dalla capsaicina viene in genere spiegata con l’interferenza della sostanza con i nervi sensoriali cutanei. Applicata sulla pelle, infatti, viene assorbita e impedisce ai segnali del dolore di raggiungere il cervello. In fase iniziale la sensibilità e il dolore possono aumentare, ma le applicazioni ripetute, causando la deplezione della sostanza P (una proteina che agisce come trasmettitore del dolore), riducono il dolore. Per essere efficace, è necessario applicare creme e unguenti a base di capsaicina 4 o 5 volte al giorno per almeno 4 settimane.

A tali dosaggi, la capsaicina può risultare utile anche per alcune forme di dolore neuropatico. I riscontri in letteratura riguardano, ad esempio, il dolore neuropatico da herpes zoster (fuoco di Sant’Antonio), dove l’applicazione di un cerotto contenente questa sostanza si è dimostrata sicura ed efficace. In un altro piccolo studio, una crema a base di capsaicina è risultata utile per il dolore post-chirurgico in pazienti oncologici. Date le ridotte dimensioni del campione, sono necessari ulteriori studi per confermare quest’azione.

Sono stati presi in considerazione anche altri impieghi della capsaicina, che non risultano tuttora convalidati da ricerche scientifiche, come nel caso della cefalea. Studi recenti, infine, ne hanno evidenziato l’azione antiossidante di interesse per la prevenzione delle lesioni cancerose.

La crema a base di capsaicina può essere anche molto irritante per mucose, occhi e cute escoriata; in rari casi si sono verificate ustioni in seguito all’uso di preparati contenenti tale molecola.

Si ricorda che può interagire con diversi farmaci, come la teofillina (o dimetilxantina), gli ACE-inibitori, i sedativi, gli antidepressivi e l’acetaminofene.

 

Fonte: Herbs, Memorial Sloan Kettering Cancer Center New York.

 

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