Andrographis, una pianta versatile

Andrographis paniculata (famiglia Acanthaceae) è una pianta arbustiva annuale dal sapore amaro, che cresce prevalentemente nel continente asiatico. È spesso usata in associazione con altre piante nella medicina tradizionale per il trattamento di malattie infettive e delle febbri associate e in alcune culture anche per il trattamento dei morsi di serpente. In Cina le sue proprietà amare sono sfruttate per alleviare i disturbi correlati alla digestione, mentre in India è stata utilizzata anche per “purificare” il sangue.

Sconosciuta per molti secoli nei paesi occidentali, nel 1919, in seguito a una forte epidemia influenzale diffusasi nel subcontinente indiano, balzò agli onori della cronaca poiché le fu attribuito il merito di avere indotto la maggior parte delle guarigioni; per questa ragione è chiamata anche “Echinacea dell’India”. Se ne utilizzano le parti aree, raccolte nel periodo estivo, le foglie e le radici.

All’Andrographis sono attribuite proprietà antibatteriche, antiossidanti, antinfiammatorie, antitumorali e immunostimolanti, ma la pianta è stata studiata principalmente per il trattamento di raffreddori, influenza e infezioni delle vie aeree superiori. In alcuni studi preliminari di laboratorio ha dimostrato anche potenziali effetti antitumorali che non sono stati confermati da studi clinici sull’uomo.

Classificata come pianta fredda, si preferisce utilizzarla su soggetti di costituzione calda o nelle fasi infiammatorie delle infezioni ed è quindi sconsigliata nelle condizioni ‘fredde’, come nel caso di una costituzione fredda oppure nel caso di ‘freddo’ di origine esterna, come è spesso il caso nei primi stadi infettivi.

Sia da sola sia in combinazione con altre piante, è stato dimostrato che riduce la durata e la gravità delle infezioni delle vie respiratorie superiori e di quelle associate al comune raffreddore.

In singoli studi l’estratto di Andrographis è risultato benefico nella colite ulcerosa e ha ridotto i sintomi dell’artrite reumatoide.

Occorre una certa cautela nel suo impiego in quanto si ritiene possa interagire con alcuni medicinali, come ad esempio gli anticoagulanti e gli antipiastrinici, alcuni farmaci oncologici e antipertensivi. Gli effetti collaterali più comuni includono mal di testa, affaticamento, ipersensibilità, nausea, diarrea e alterazione del gusto. È sconsigliata in gravidanza.

 

Fonte: About Herbs, Botanicals & Other Products, Memorial Sloan Kettering Cancer Center.

 

 

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