L’intelligenza delle piante

Nel 2015 Scopus – la più grande banca dati di abstract e citazioni di letteratura peer-review e fonti web di qualità – aveva indicizzato un milione e 700mila articoli pubblicati soltanto nel corso di quell’anno. Il dato, nella sua semplicità, fornisce una nitida istantanea dello sviluppo esponenziale della ricerca scientifica internazionale, che si stima cresca a un tasso dell’8-9% all’anno. Questo dinamismo coinvolge anche il settore erbe e piante medicinali, dove ormai da diversi anni un numero sempre maggiore di lavori scientifici viene pubblicato non soltanto sulle riviste dedicate, ma anche su quelle riconosciute dalla comunità scientifica internazionale. Fare ricerca sulle erbe e riuscire a pubblicare gli studi non è una passeggiata. Si tratta in realtà di un processo complesso che deve fronteggiare lobby consolidate per far sentire la propria voce in un mondo altamente competitivo, ma che ciò nonostante procede e cerca la sua identità sul piano metodologico e sperimentale. Si pubblicano soprattutto indagini di tipo farmacologico inerenti i meccanismi d’azione di singole componenti della pianta e studi di laboratorio in vitro, mentre è ancora carente la ricerca sull’uomo finalizzata a testare l’azione di una pianta e del suo fitocomplesso, un filone che certamente vale la pena potenziare. È comunque un mondo affascinante, che si misura via via con nuove sfide e ci regala approfondimenti preziosi e ci stupisce con aggiornamenti imprevisti, ampliando lo spettro delle conoscenze consolidate oppure confermando ciò che era patrimonio del sapere tradizionale con gli strumenti della più moderna tecnologia. Anche il nostro Paese, nonostante alcune sue debolezze strutturali, si sta posizionando con originalità in questa sfida. Gli interessanti studi del ricercatore fiorentino Stefano Mancuso, ad esempio, aprono una finestra sull’intelligenza “silenziosa e sconosciuta” delle piante, altri lavori potrebbero schiudere nuovi campi di applicazione concreta. Fra questi, l’originale ricerca interdisciplinare da poco pubblicata sulla rivista Scientific Reports del gruppo Nature da un pool di ricercatori delle Università di Firenze e Pisa, dove si dimostra per la prima volta che il microbiota di una pianta medicinale, in questo caso Echinacea purpurea, agisce sulle vie metaboliche della pianta stessa, influenzando la produzione di importanti metaboliti secondari, e quindi anche le sue proprietà terapeutiche. Un altro gruppo di ricercatori universitari italiani ha analizzato l’attività e i meccanismi d’azione di sei oli essenziali – fra cui quelli di origano, timo e chiodi di garofano – contro Burkholderia cepacia complex, un gruppo di batteri Gram negativi altamente resistenti agli antibiotici, aggiungendo nuovi elementi sulla potenziale applicazione dei preparati vegetali nella lotta all’antibioticoresistenza. Un fenomeno che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inserito fra le priorità sanitarie globali, dato che nel mondo le infezioni resistenti agli antibiotici causano centinaia di migliaia di morti ogni anno. Si segnalano in quest’ambito anche le ricerche del biologo marocchino Adnane Remmal il quale, partendo dall’osservazione che le piante utilizzano gli oli essenziali per combattere i batteri, è riuscito a dimostrare che, associandoli con gli antibiotici, si potenzia l’effetto di questi farmaci. E gli oli essenziali sono al centro di un bell’articolo pubblicato su questo numero della rivista (pag. 30 e segg.) che ne approfondisce l’impiego in funzione antimicrobica su alcuni problemi della pelle, quelli per i quali i dati sperimentali in vitro possono tradursi più facilmente in suggerimenti concreti. Last but not least, in questo 2018 appena iniziato vi proponiamo un’iniziativa disegnata ad hoc per voi erboristi: il Premio Erboristeria dell’anno, concorso organizzato e promosso dalla nostra rivista e riservato ai titolari di erboristerie che premierà i punti vendita più innovativi. Sul nostro sito (www.lerborista.it) e sulla pagina Facebook troverete tutto ciò che è necessario sapere – per quali categorie concorrere, tempistica ecc. – e il modulo per proporre la vostra candidatura e partecipare.

 

 

 

 

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here