Lavanda, una famiglia di oli essenziali (2° parte: il lavandino)

La Lavandula x intermedia (lavandino) è un ibrido tra la Lavandula angustifolia Mill. la cui prima coltivazione fu effettuata trapiantando gli ibridi naturali selvatici, ma già nel 1925 lo sviluppo della tecnica di clonazione permise di creare cultivar ad altissima produttività.

Il colore dell’olio essenziale di lavandino va dal giallo chiaro all’incolore mentre il profumo è molto difficile da classificare poiché alcuni lavandini sono quasi indistinguibili dalla lavanda, mentre altri hanno note più fresche, pungenti e canforate.

  • Lavandino var. Abrialis: il colore dell’olio essenziale di questa varietà è giallo chiaro, con un’aroma pieno e rotondo, di erba e linalil acetato, la nota finale è leggermente erbacea e cumarinica.
  • Lavandino var. Grosso: le Alpi dell’Alta Provenza producono la maggior parte del lavandino “Grosso”,
    anche se vi è una piccola produzione nel sud del distretto di Drome, l’olio essenziale autentico è soffice, corposo, molto simile alla lavanda, senza note di menta o dolci come la lavanda inglese, la nota finale è di fieno e di lavanda.
  • Lavandino var. Reydovan: è considerato un ibrido con carattere vicino alla Lavandula latifolia, rispetto alla quale ha un profilo meno chetonico e più canforaceo; quest’olio essenziale è piacevole, ha meno di testa del “Grosso” ma una nota finale dolce e cumarinica più potente degli altri lavandini.
  • Lavandino var. Super: questa varietà fu denominata “Super” perché il contenuto in linalil acetato, molto elevato, rendeva quest’olio essenziale simile a quello della Lavandula vera.
  • Lavandino var. Dolce: L’olio essenziale di questa varietà è caratterizzato da un’odore fruttato-lavandato, fresco erbaceo e dolce quando appena prodotto, odore che, tuttavia, viene a variare verso note meno dolci, più verdi e con maggiore con più carattere chetonico; la nota finale debole, dolce, cumarinica e con una certa nota
    di lavanda.
    Lavandino Croazia: I lavandini provenienti dalla Croazia hanno un carattere meno dolce e lavandato rispetto ai loro omologhi francesi, poche note fruttate, e carattere più fortemente legnoso, canforato ed erbaceo; la nota finale è leggermente lavandata e cumarinica.

Fonte:

Valussi M. Il Grande Manuale dell’Aromaterapia ed. Tecniche Nuove pagg.816.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here