Carciofo e disturbi del fegato

Il carciofo (Cynara scolymus) è considerato da sempre, oltre che un ortaggio gustoso, una pianta medicinale utilizzata fin dai tempi dei Greci e dei Romani. La pianta svolge un’azione colagoga, depurativa e diuretica ed è impiegata per i disturbi della cistifellea, nell’insufficienza epatica e in molti disturbi correlati al malfunzionamento del fegato. Recenti studi di base e clinici hanno mostrato che l’estratto di foglie di carciofo può essere utilizzato a scopo epatoprotettivo e per la riduzione del colesterolo. In uno di questi in particolare, uno studio clinico randomizzato in doppio cieco, i ricercatori hanno valutato gli effetti del carciofo sui biomarcatori epatici e biochimici di soggetti con steatoepatite non alcolica (NASH). Questo problema consiste nell’infiltrazione di grassi del fegato principalmente sotto forma di trigliceridi. Rispetto alla steatosi epatica è una condizione più grave in cui il fegato è soggetto a processi infiammatori, di cicatrizzazione e morte dei tessuti (necrosi), che ne alterano in modo definitivo la funzionalità. Nello studio in questione sessanta persone che presentavano questa condizione sono state assegnate in modo casuale, tramite randomizzazione, a ricevere un estratto di carciofo (6 compresse al giorno) come gruppo sperimentale oppure un placebo (gruppo di controllo) per due mesi. Il confronto dei cambiamenti nei marcatori a seguito degli interventi ha evidenziato un miglioramento degli enzimi epatici: i livelli dei trigliceridi e del colesterolo erano stati ridotti in modo statisticamente significativo nel gruppo che aveva assunto l’estratto di carciofo rispetto al gruppo placebo. Il confronto fra Cynara scolymus e il placebo nei parametri esaminati dallo studio è stato effettuato con modelli di regressione lineare multivariata che hanno quindi indicato un miglioramento maggiore sia degli enzimi epatici sia del profilo lipidico, in particolare dei trigliceridi e del colesterolo totale, dopo l’assunzione dell’estratto di carciofo rispetto al placebo. Questo studio conferma la potenziale attività epatoprotettiva e l’effetto ipolipemizzante dell’estratto testato nella gestione della steatoepatite epatica non alcolica.

Fonte: The Effect of Artichoke Leaf Extract on Alanine Aminotransferase and Aspartate Aminotransferase in the Patients with Nonalcoholic Steatohepatitis. Rangboo V, et al. Int J Hepatol. 2016.

 

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