Una magnifica pianta fossile

Uno dei più antichi alberi viventi risalenti a 250 milioni di anni fa, il ginkgo (Ginkgo biloba) è comune in Cina, Corea e Giappone. I suoi semi sono utilizzati nella medicina tradizionale cinese per trattare problemi a carico di cervello, apparato respiratorio e circolatorio, sessuali, perdita dell’udito, vertigini ecc. E’ uno dei prodotti a base di erbe più popolari anche negli Stati Uniti e in Europa. L’estratto delle foglie di ginkgo viene utilizzato per migliorare le funzioni della memoria e contrastare il decadimento cognitivo, la malattia vascolare periferica, acufeni e disturbi sessuali. Un aggiornamento su questa pianta e sulla ricerca scientifica è stato pubblicato di recente sul sito del Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York. La ricerca ha evidenziato che il ginkgo dilata i vasi sanguigni cerebrali, negli animali e nell’uomo, aumentando il flusso di sangue al cervello. Ciò consente al corpo di gestire le condizioni ischemiche (basso afflusso di ossigeno) aiutando in tal modo a prevenire danni tissutali. Esperimenti non clinici hanno anche mostrato che il ginkgo può ridurre l’infiammazione e alleviare gli spasmi muscolari. Come antiossidante, contribuisce a neutralizzare i radicali liberi nel corpo, che sono all’origine di danni cellulari e al DNA. Esperimenti in laboratorio e sugli animali, inoltre, suggeriscono che il ginkgo può aiutare a prevenire le infezioni; inibisce anche il fattore di attivazione piastrinico (PAF), importante per la coagulazione del sangue, e quindi contribuisce a prevenire fenomeni trombotici. Ricerche più recenti hanno anche valutato il potenziale antitumorale di questa pianta. È emerso, ad esempio, che potrebbe contribuire a ridurre il rischio di tumore dell’ovaio, anche se i dati disponibili  sono soltanto epidemiologici e biologici. In piccoli studi capsule a base di ginkgo hanno ridotto l’area tumorale in casi di tumore gastrico, ma questi risultati preliminari richiedono ampie e ulteriori verifiche. I ricercatori suggeriscono precauzioni in caso di problemi della coagulazione, in gravidanza e nei soggetti che stanno assumendo antiaggreganti e anticoagulanti (anche da piante medicinali come aglio, salice ecc.). Sono state riportate emorragie spontanee, ematomi e ifema (raccolta di sangue nella camera anteriore dell’occhio); il ginkgo può potenziare gli effetti degli inibitori delle monoammino ossidasi (IMAO). L’assunzione di ginkgo biloba deve essere sospesa almeno 36 ore prima di un intervento chirurgico a causa del rischio di aumento del sanguinamento.

Fonte: Herbs, Memorial Sloan Kettering Cancer Center New York

 

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