Equiseto, quella strana pianta così importante

L’equiseto (Equisetum spp.) appartiene all’ordine delle Equisetales, diffuso sulla terra già a partire dal Devoniano. Dal punto di vista filogenetico sono piante assai primitive, prive di organi sessuali distinti, che si propagano e si riproducono per mezzo di spore.

In fitoterapia si usano i fusti sterili, quelli che compaiono a maggio, con i caratteristici rametti, disposti in verticilli; la droga, costituita da detti fusti, contiene in particolare flavonoidi, tannini, saponine, silice solubile e insolubile e altri minerali (potassio, calcio, magnesio, zinco…), vitamine, tracce di alcaloidi.

Questa pianta veniva utilizzata fin dall’antichità per la sua azione diuretica ed emostatica ed è rimasta nell’uso della medicina popolare fino agli anni ’30 del secolo scorso, quando un rinnovato interesse per l’utilizzo delle piante officinali, determinato dall’economia autarchica, spinse il dottor C. Gibelli a studiare approfonditamente le proprietà dell’equiseto.

Fu proprio grazie a questi studi che vennero alla luce le straordinarie proprietà di questa pianta che non è solo un potente diuretico, emostatico e remineralizzante, ma svolge anche un’attività emopoietica utile nei casi di anemia secondaria.

L’attività diuretica di questa droga è puramente idrica, non altera cioè la concentrazione degli elettroliti, perciò, secondo le schede della Commissione E, l’equiseto viene consigliato negli edemi post-traumatici, nella diuresi forzata in caso di affezioni sia batteriche sia infiammatorie delle vie urinarie escretrici.

Secondo il dottor Fabio Firenzuoli, l’equiseto si utilizza, sotto forma di estratti standardizzati in silicio, sostanzialmente per le sue proprietà remineralizzanti per il tessuto osseo poiché:

  • favorisce l’accrescimento osseo,
  • favorisce la crescita e il mantenimento della dentizione,
  • favorisce la crescita di unghie e capelli.
  • aiuta nella prevenzione dell’osteoporosi.

A titolo di curiosità, l’equiseto, per la durezza dei suoi tessuti impregnati di silicio, fu utilizzato sia per levigare il legno sia per pulire e levigare il metallo.

 

Fonte:

Firenzuoli F. Interazioni tra Erbe, Alimenti e Farmaci ed. Tecniche Nuove pagg. 360

Campanini E. Dizionario di Fitoterapia e Piante Medicinali ed. Tecniche Nuove pagg. 952

 

 

 

 

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