Il coraggio delle nuove imprese

Federica Caocci, titolare dell’erboristeria La Verbena di Quartu Sant’Elena (CA)

L’erboristeria “La Verbena” è un piacevole negozio di Quartu Sant’Elena, un grosso centro in provincia di Cagliari. Trentacinque metri quadri molto accoglienti e arredati con caldi mobili in legno sono il regno di Federica Caocci, una laurea in biologia e la ferrea determinazione di chi, a meno di 30 anni, decide di intraprendere una strada e realizzare le proprie aspirazioni. A ciò si unisce una personalità vivace, una competenza scientifica di base, la curiosità di perfezionare la conoscenza di una realtà, quella delle piante officinali, che è un universo intero da scoprire.

Da dove partiamo, dal suo interesse per le erbe, dagli studi che ha compiuto, dal lavoro in erboristeria?

Iniziamo dai miei studi universitari e dalla scelta, fatta dopo la maturità, di iscrivermi al corso di laurea in Biologia applicata, quella sezione della biologia che si occupa di ambiente. Dopo aver conseguito il diploma di laurea nel 2007, mi appassionai all’idea di occuparmi di biologia marina e in questa materia – che mi appariva non solo interessante, ma anche innovativa – ho conseguito la laurea specialistica nel 2009. Nel 2010, una volta sostenuto l’esame di stato come biologa, mi sono messa a cercare lavoro nel settore in cui mi ero specializzata. Purtroppo ho dovuto constatare presto che quell’obiettivo era tutt’altro che facile da realizzare. Così dopo un breve tirocinio all’università, ho abbandonato l’idea e ho iniziato a guardarmi attorno cercando, con i vari mezzi disponibili, un’occupazione che mi permettesse di mettere a frutto ciò che avevo imparato negli anni dell’università e che allo stesso tempo mi piacesse. Ed è in questo percorso che ho incontrato l’erboristeria.

Che cosa è successo precisamente?

Leggendo un annuncio su Internet, sono venuta a sapere che si cedeva quest’erboristeria e la notizia mi ha subito incuriosita. In realtà, il mio percorso di studi è stato ampiamente legato alle tematiche naturali e dell’ambiente; ho sostenuto esami di botanica, ho lavorato con gli erbari senza contare che in famiglia la passione per le erbe è di casa. Una mia zia, infatti, lavora in questo settore e non ha mai smesso di trasmettermi informazioni sui “segreti del naturale”. Insomma mi è parsa una bella occasione e mi sono decisa a lanciarmi in quest’avventura, che è iniziata nel giugno del 2012. Forse il periodo non era dei migliori, ma ho voluto credere e credo ancora in questo progetto.

 La laurea in Biologia si è rivelata utile per il lavoro in erboristeria?

Mi aiuta molto e, se non l’avessi avuta, sarebbe stato tutto più difficile. Le basi scientifiche acquisite all’università, oltre ai corsi frequentati in seguito, mi consentono, infatti, di inquadrare meglio le singole problematiche esposte dal cliente e quindi di scegliere il prodotto e le modalità di intervento più opportune.

 Che tipo di erboristeria ha rilevato?

Era una delle erboristerie più consolidate di Quartu Sant’Elena, in attività da oltre 20 anni. Chiusa quando la titolare storica decise di andare in pensione, fu poi rilevata da un collega che ci lavorò per un breve periodo poiché, dovendo occuparsi anche di un altro negozio, non riusciva a gestirle entrambe. Rilevandola mi sono ritrovata quindi in un ambiente strutturato e che aveva una personalità diversa dalla mia. Lo sto gradualmente rinnovando nell’arredo e nella tipologia dei prodotti. Chi mi aveva preceduto, infatti, si affidava soprattutto a marchi e linee tradizionali molto noti nel settore.

Con quali criteri sta cambiando l’impostazione del negozio?

Ora mi sto dedicando con particolare cura alla selezione di prodotti “curativi” e linee cosmetiche di qualità, che funzionino e siano quindi in grado di soddisfare il cliente. Mi piacerebbe fare in modo che l’acquisto di un prodotto naturale non resti un episodio estemporaneo, ma che diventi un’abitudine per il cliente. Sto cercando di avvicinare le persone a un’altra visione del prodotto “curativo”, non necessariamente legata al marchio famoso, ma che si focalizzi sull’efficacia e sui benefici dimostrati. Seguendo questi criteri ho cambiato diversi fornitori e introdotto in negozio ditte più vicine alla mia idea di naturale. Preferisco affidarmi ad aziende che non vendono per conto terzi, ma che producono direttamente i loro prodotti. Poter avere un rapporto diretto con un responsabile della produzione, se dovesse presentarsi qualsiasi problema o per rispondere alle richieste del cliente è, a mio avviso, un elemento di affidabilità e di garanzia. Per il curativo, ad esempio, ho scelto un’azienda poco conosciuta in Sardegna, ma che risponde bene alle mie esigenze e, in generale, mi sto orientando verso prodotti innovativi, in particolare per le tecniche di estrazione del fitocomplesso. Sto apportando dei cambiamenti anche nel reparto cosmetico, sempre alla ricerca di qualità e naturalezza autentiche.

Ha inserito nella sua erboristeria delle linee cosmetiche biologiche?

Il concetto di cosmesi naturale è ancora piuttosto vago e oggi a mio parere non c’è ancora il cosmetico davvero bio al 100%, mentre gli stessi disciplinari di riferimento sono troppo diversi l’uno dall’altro. Si tratta perciò di fare una ricerca “sul campo” verificando l’offerta dei singoli fornitori. Sto cercando quindi prodotti cosmetici il più possibile naturali per quanto riguarda ingredienti e tecniche di formulazione. Sono convinta inoltre che questo settore sia destinato a crescere: il cliente, infatti, è sempre più attratto dal cosmetico naturale e maggiormente disposto ad abbandonare la tradizionale cosmesi di profumeria. C’è nelle persone una chiara consapevolezza ecologica in cui il ritorno al naturale nasce dal fatto che il nostro pianeta è sempre più inquinato, che aumentano allergie e intolleranze … Cerco perciò di orientare il cliente in questa direzione presentando i prodotti che mi sembrano più validi e sto ottenendo una buona risposta. Naturalmente il mio resta un consiglio, mi limito cioè a proporre delle alternative e tengo in negozio anche i marchi “consolidati”.

I primi mesi di attività della sua erboristeria coincidono con un periodo non facile per il settore, qual è ad oggi il suo bilancio?

L’andamento di questi mesi è stato positivo, nonostante i problemi burocratici che accompagnano ogni nuova attività. La mia esperienza professionale cresce giorno dopo giorno, sono riuscita a mantenere i clienti della gestione precedente e anche ad acquisirne nuovi, molte persone tornano soddisfatte. Sono risultati molto buoni che infondono fiducia e mi confermano che sto andando nella direzione giusta.

La sua erboristeria è ben fornita, ma quali sono i prodotti che consiglia più spesso ai clienti?

In ambito “curativo” trovo particolarmente validi gli estratti idroenzimatici che, per la particolare formulazione, garantiscono una maggiore biodisponibilità e quindi risposte più tempestive. Il loro valore aggiunto sta proprio nell’azione in tempi brevi, a differenza di altri prodotti che per agire richiedono periodi di assunzione più lunghi. Sono inoltre molto funzionali per i bambini poiché non contengono alcool. Naturalmente ai miei clienti consiglio anche le tisane, soprattutto per affrontare problemi più blandi e se non hanno particolare fretta. In futuro mi piacerebbe approfondire la conoscenza degli oligoelementi per poterli proporre con competenza in erboristeria. Ho inserito da poco anche un piccolo settore alimentare fatto di poche referenze: prodotti da forno, crusca d’avena, alcuni alimenti per celiaci. Più un esperimento e un servizio che fornisco al cliente e che, al momento, non dà grandi riscontri economici. In base alla risposta della clientela valuterò nei prossimi mesi se continuare.

Lavora con i fiori di Bach?

È in effetti una delle novità introdotte dalla mia gestione. Nasce dalla collaborazione con una naturopata che viene in negozio una volta al mese per effettuare consulenze, gratuite, di floriterapia e Spagyrica. Quello dei rimedi spagirici è un settore molto particolare per principi e formulazione dei prodotti, ma che sta portando buoni frutti e che ho intenzione di sviluppare.

Quale tipologia di persone si rivolge alla sua erboristeria e per quali problemi?

Una prima osservazione generale. Facendo questo lavoro ho constatato, con una certa sorpresa, che il pubblico non è esclusivamente femminile, come pensavo e come di solito si racconta. In realtà in erboristeria, almeno in questa, entrano molti uomini, e non solo per acquistare prodotti per l’igiene quotidiana, ma anche per esporre problemi più generali. La clientela è composta da persone di tutte le età e di ogni ambito sociale, di solito piuttosto informate e comunque desiderose di saperne di più sui prodotti che acquistano. Per questa ragione trovo utile mettere a loro disposizione del materiale illustrativo che li aiuti a capire meglio questa realtà. Come può immaginare, Internet fa la sua parte e ovviamente alcuni clienti arrivano con le “verità”della rete; in questi casi il mio lavoro consiste nel riportarli alla realtà talvolta ridimensionando aspettative eccessive. Lo faccio contro i miei stessi interessi ma è una mia caratteristica. Mi sembra giusto agire in questo modo e sono convinta che, sui tempi lunghi, un atteggiamento corretto contribuisca anche a fidelizzare il cliente. Le persone chiedono consigli per risolvere piccoli problemi quotidiani, ma anche per  questioni più complesse. C’è la giovane donna che vuole dimagrire o attenuare la cellulite, chi, soprattutto clienti di sesso maschile, lamenta stress e ansia. Molte donne soffrono di insonnia e può capitare che, dopo aver assunto farmaci per anni, si rivolgano a noi per affrontare questo problema con metodi più naturali.

Sono richiesti i prodotti per l’infanzia?

Le mamme che si rivolgono all’erboristeria per i propri bambini non sono molto numerose, ma cominciano ad arrivare. Per esempio nel periodo autunnale si informano su quali prodotti possono aiutare a prevenire le malattie da raffreddamento tipiche dell’infanzia e alcune di esse vengono su indicazione del pediatra. Quest’ultimo mi sembra un dato interessante poiché segnala un cambiamento di mentalità fra i medici. Quest’orientamento del medico, la sua apertura, ci aiuta molto poiché contribuisce a rafforzare la scelta della persona verso il naturale.

L’attuale situazione economica si riflette in qualche maniera sulle scelte del cliente e sulla sua propensione all’acquisto?

Le persone oggi scelgono in maniera più oculata, invece di acquistare più prodotti ne prendono soltanto uno senza però rinunciare alla qualità, anche se il costo è maggiore.  Si tende a distribuire la spesa e ovviamente quasi tutti chiedono uno sconto. Diciamo quindi che l’erboristeria convive ancora con la crisi, ma ne risente meno di altri settori commerciali. Nel mio caso specifico posso contare su uno zoccolo duro, su una clientela affezionata di quartiere che continua a venire pur avendo ridotto parzialmente i consumi.

Utilizza qualche strumento particolare in questo senso?

La fidelity card è una risposta a questa situazione, ma ad essa si affianca il dialogo, quindi la capacità di spiegare al cliente, per esempio, che il prodotto acquistato in erboristeria costa di più di quello della GDO per delle ragioni precise, che riguardano la concentrazione dei principi attivi o la qualità degli ingredienti. Infine uno strumento molto importante, direi quasi insostituibile, sono i campioncini, utilissimi non solo in ambito cosmetico, ma anche nel “curativo”.

Riesce a informarsi su ciò che accade in questo settore, a seguire ad esempio la ricerca sulle piante officinali?

Per natura sono una persona curiosa e amo molto leggere. Questa mia predisposizione e il confronto costante con persone esperte della materia favoriscono l’attività di aggiornamento. La ricerca in fitoterapia mi interessa perché in essa trovo il supporto scientifico di ciò che propongo al cliente; seguo quindi le pubblicazioni internazionali e leggo con cura la documentazione tecnica dei prodotti, che aiuta anche a presentarli meglio al cliente. Appena posso, partecipo a iniziative di aggiornamento, ad esempio mi sono iscritta di recente a un corso di spagyrica che durerà un anno e alla fine del quale sarà rilasciato un attestato.

Il futuro suo personale e dell’erboristeria… come lo immagina?

Intendo continuare su questa strada, privilegiando l’innovazione e la qualità, cercando di migliorare in tutti i sensi, sia come persona sia il servizio che offro al cliente. Oggi la professionalità è un must in questo e in ogni altro settore. Non è soltanto uno slogan, ma una consapevolezza che si ricava dal lavoro quotidiano.

 

 

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1 commento a questo articoloInvia il tuo
  1. Complimenti a Federica: mi piace perchè è una ragazza che sà quello che fa e si prepara molto per dare risposte ai suoi clienti perchè ciò che è naturale deve essere ben conosciuto prima di tutto da chi lo consiglia agli altri e poi consigliato con cognizione di causa a chi lo richiede.

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